Il 16 agosto 1815, ai Becchi di Castelnuovo d’Asti, oggi Castelnuovo Don Bosco, nasceva Giovanni Bosco.
Prima di diventare santo, però, il giovane Giovanni aveva già capito una regola fondamentale della comunicazione: se vuoi che qualcuno ti ascolti, devi prima attirare la sua attenzione.
E così faceva giochi di prestigio, acrobazie, camminava sulla corda e intratteneva i ragazzi. Praticamente aveva inventato l’animatore dell’oratorio prima ancora che esistessero il biliardino e l’Estathé.
Poi arrivò a Torino e trovò una città in trasformazione, piena di giovani poveri arrivati dalle campagne per lavorare. Don Bosco li accolse, insegnò loro, cercò di proteggerli e soprattutto capì che non bastavano prediche e buone intenzioni: servivano istruzione e un mestiere.
A Valdocco nacquero scuole e laboratori professionali. Nel 1859 fondò i Salesiani, destinati a portare quel modello educativo in tutto il mondo.
Insomma, partì da un cortile torinese e costruì una rete internazionale.
Una specie di startup dell’Ottocento.
Con una differenza: invece di cercare investitori, cercava ragazzi da togliere dalla strada.
Con una tonaca, un cortile e parecchia ostinazione piemontese.
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