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mercoledì 26 agosto 2026

Caro carburanti, il governo proroga il taglio delle accise fino al 5 settembre: aiuti in base al reddito

 



Il governo interviene nuovamente per contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti, estendendo fino al 5 settembre la riduzione delle accise sul gasolio. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri, comporta una spesa stimata di circa 130 milioni di euro e mira ad alleggerire i costi soprattutto in vista del grande rientro dalle vacanze previsto nel primo weekend di settembre.


Verso misure più selettive

Dopo questa proroga temporanea, l’esecutivo intende modificare l’approccio adottato finora. Si sta infatti lavorando a un sistema di aiuti più mirato, calibrato in base al reddito. L’obiettivo è concentrare le risorse sulle famiglie e sui cittadini maggiormente in difficoltà, superando il meccanismo attuale che applica il taglio delle accise indistintamente a tutti. I dettagli operativi della nuova misura saranno definiti nei prossimi giorni.


Perché cambiare strategia

La scelta di puntare su interventi selettivi risponde anche alle difficoltà di sostenere nel lungo periodo il costo delle riduzioni generalizzate. Il ministro dell’Economia ha più volte evidenziato come sia complesso reperire fondi strutturali per finanziare questi interventi. Finora, infatti, il taglio delle accise ha comportato una spesa complessiva superiore ai 2,6 miliardi di euro, cifra destinata a crescere con l’ultima proroga.


Anche la Banca d’Italia ha sottolineato i limiti di una misura uguale per tutti: riduzioni non differenziate tendono infatti a favorire maggiormente chi consuma più carburante, cioè chi ha una maggiore capacità economica.


Anticipo fiscale per le grandi aziende energetiche

Il decreto introduce inoltre un nuovo meccanismo che coinvolge i principali gruppi energetici. Le aziende con ricavi superiori ai 20 miliardi di euro nel 2025 dovranno versare in anticipo una parte delle imposte sui dividendi. In cambio, riceveranno un credito d’imposta equivalente.


Secondo fonti governative, questa misura è stata definita in accordo con le società interessate e rappresenta uno strumento per anticipare risorse senza aumentare direttamente la pressione fiscale.


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