Il Bicerin di Claudio Pasqua
- Il buongiorno del mattino in chiave sabauda
Enfield Town, Londra, 27 giugno 1967. Quella mattina un inglese inserì una carta plastificata in una scatola di metallo e ricevette danaro contante senza parlare con nessuno.
Gli inglesi, si sa, hanno il dono di trasformare l'avidità in procedura ordinata.
Il Bancomat, infatti, non nasce “per comodità del cliente” come spesso si racconta nelle versioni romantiche della storia bancaria. Nasce soprattutto per un motivo molto più concreto: ridurre costi e aumentare controllo e tracciabilità totale del contante.
In Italia il Bancomat arriva con la calma cosmica tipica del Paese: nel 1976 compare il primo sportello sperimentale a Ferrara, mentre nel 1983 nasce ufficialmente il circuito Bancomat. Nel frattempo la Banca d’Italia continuava a gestire gli assegni con la stessa energia di chi sta trascrivendo l’intera Divina Commedia.
Il punto è questo: il Bancomat non è stata una rivoluzione. È stata più una resa organizzata, ma con tastierina e lucina verde incorporata.
Il Bancomat, in fondo, è uno psicologo senza laurea e senza empatia: conosce tutta la tua verità finanziaria, la elabora in silenzio e non ti giudica. Forse è proprio questo il suo successo: finalmente qualcuno che sa tutto di noi e, per fortuna, non commenta.
Gli inglesi direbbero: “And we’re doomed.”
Il piemontese, invece, lo riassume con filosofia da sopravvivenza emotiva: “Suma a post"… basta non guardare il saldo troppo da vicino.”
Il bicerin: tre strati, come vuole la ricetta: uno sguardo lucido sull'attualità, una nota amara di realtà, un fondo caldo di umanità. Da leggere piano. Lo trovi ogni mattina prima delle 7:00 e si può seguire anche su: Instagram e Facebook