Ci sono personaggi che incarnano il coraggio, l'intelligenza, la forza. E poi c'è Paperino, che rappresenta qualcosa di molto più vicino alla vita reale: la capacità di sopravvivere alle disgrazie quotidiane senza perdere del tutto la speranza.
Il 9 giugno 1934 il celebre papero fece la sua prima apparizione ufficiale sul grande schermo. Da allora sono passati più di novant'anni, ma il suo curriculum resta impressionante: incidenti domestici, investimenti sbagliati, lavori improbabili, litigi con vicini e parenti, guai finanziari e una sfortuna talmente costante da sembrare regolata da una legge della fisica.
In fondo Paperino è il più piemontese dei personaggi Disney: lavora tanto, brontola parecchio, la fortuna lo evita con metodo scientifico e ogni volta che pensa di aver risolto un problema ne arrivano altri tre in omaggio. È il personaggio Disney più umano di tutti. Topolino risolve i problemi, Paperone accumula ricchezze, Gastone vince lotterie senza nemmeno comprare il biglietto. Paperino invece combatte ogni giorno contro l'universo intero armato soltanto di buona volontà e di un carattere non sempre impeccabile.
Per questo continua a essere amatissimo. In lui si riconoscono studenti alle prese con gli esami, lavoratori sommersi dalle scadenze, automobilisti bloccati nel traffico e chiunque abbia mai pronunciato la frase: "Peggio di così non può andare". Frase che, nelle storie di Paperino, viene puntualmente smentita nel giro di poche vignette.
Forse il segreto del suo successo è proprio questo. Non vince sempre. Anzi, spesso perde. Ma il giorno dopo è di nuovo lì, pronto a riprovarci. Con qualche brontolio, certo, ma senza arrendersi.
Una lezione semplice, universale e sorprendentemente attuale.