A Vol.To la Fede Bahá’í: a Torino il 5 giugno 2026: incontro su pace, dialogo e diritti umani - Torino Plus – News, eventi e approfondimenti su Torino

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sabato 23 maggio 2026

A Vol.To la Fede Bahá’í: a Torino il 5 giugno 2026: incontro su pace, dialogo e diritti umani




Venerdì 5 giugno 2026, alle ore 18, la sede di Vol.To ETS – Centro Servizi per il Volontariato, situata in via Giolitti 21 a Torino, ospiterà un importante momento di riflessione e approfondimento culturale dal titolo “La Fede Bahá’í: un messaggio di speranza”. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Il Giardino del Dialogo, realtà attiva nel territorio torinese e impegnata da anni nella promozione dei diritti umani, della memoria storica e del dialogo tra culture e religioni differenti.

L’evento nasce con l’obiettivo di offrire al pubblico l’opportunità di conoscere più da vicino la Fede Bahá’í, una tradizione religiosa diffusa in tutto il mondo e fondata su principi di unità, pace, giustizia sociale e armonia tra i popoli. Attraverso un incontro aperto alla cittadinanza, gli organizzatori intendono favorire una riflessione sui grandi temi della convivenza civile, della spiritualità e della cooperazione tra culture, in un periodo storico segnato da conflitti, divisioni sociali e nuove sfide globali.

Il relatore dell’incontro: il professor Antonino Leonardi

A guidare l’incontro sarà il professor Antonino Leonardi, laureato in Fisica presso l’Università di Genova ed ex docente di Elettronica all’Istituto Tecnico di Cuneo. Nel corso della sua carriera Leonardi ha dedicato particolare attenzione al rapporto tra scienza, religione e spiritualità, diventando autore di numerosi saggi divulgativi che affrontano questi temi con un linguaggio accessibile e approfondito.

Tra le sue pubblicazioni più note figurano Così parlò Einstein, Così disse Copernico e 21 grammi di elettroni, il peso dell’anima, opere nelle quali l’autore riflette sui grandi interrogativi dell’esistenza umana, cercando punti di contatto tra ricerca scientifica e dimensione spirituale.

Insieme al fratello Giovanni Leonardi, inoltre, è coautore di una trilogia dedicata alla Bibbia, pubblicata dalla Casa Editrice Bahá’í. Il terzo volume della serie, uscito nel 2024, porta il titolo Chi dite voi Ch’io sia – Indagine sul Messia eterno e rappresenta un ulteriore contributo al dialogo tra fede, storia e interpretazione religiosa.

Nel corso della conferenza, Leonardi accompagnerà il pubblico in un percorso di approfondimento sulla storia e sui principi della Fede Bahá’í, illustrandone le origini, l’evoluzione e il significato nel contesto contemporaneo.

Le origini della Fede Bahá’í

La Fede Bahá’í nasce ufficialmente nel 1844 in Persia, l’attuale Iran, con l’annuncio del Báb, figura spirituale considerata dai fedeli il precursore di una nuova rivelazione religiosa destinata a preparare l’umanità a una fase di rinnovamento spirituale e sociale.

Successivamente, il messaggio venne sviluppato da Bahá’u’lláh, riconosciuto dai bahá’í come il Messaggero promesso annunciato dal Báb. Attraverso i suoi insegnamenti, Bahá’u’lláh propose una visione dell’umanità fondata sull’unità tra i popoli, sull’eliminazione delle discriminazioni e sulla costruzione di una società globale più giusta e solidale.

Secondo la prospettiva bahá’í, tutte le grandi religioni del mondo condividono una stessa origine spirituale e rappresentano tappe successive di un unico percorso evolutivo dell’umanità. Questo principio favorisce una visione inclusiva e dialogante delle diverse tradizioni religiose, considerate non come realtà in conflitto tra loro, ma come espressioni di un medesimo disegno spirituale.

I principi fondamentali della Fede Bahá’í

Uno degli aspetti centrali che verranno affrontati durante l’incontro riguarda i principali insegnamenti della Fede Bahá’í, molti dei quali risultano particolarmente attuali nel contesto sociale contemporaneo.

Tra i valori fondamentali vi è innanzitutto il principio dell’unità del genere umano. Secondo la visione bahá’í, l’umanità costituisce un’unica famiglia e le divisioni basate su nazionalità, etnia, religione o classe sociale rappresentano ostacoli da superare per costruire una società pacifica.

Grande importanza viene attribuita anche all’uguaglianza tra uomini e donne, considerata una condizione indispensabile per il progresso civile e spirituale dell’umanità. La Fede Bahá’í sostiene infatti che il pieno sviluppo della società non possa realizzarsi senza il riconoscimento dei diritti e delle capacità di ogni individuo.

Un altro tema centrale è quello dell’armonia tra scienza e religione. Gli insegnamenti bahá’í affermano che conoscenza scientifica e spiritualità non siano realtà contrapposte, ma strumenti complementari per comprendere il mondo e migliorare la vita umana.

La Fede Bahá’í promuove inoltre l’eliminazione di ogni forma di pregiudizio, l’accesso universale all’istruzione, la giustizia sociale, il dialogo interculturale e la necessità di creare istituzioni internazionali capaci di favorire la cooperazione tra i popoli.

Una comunità presente in tutto il mondo

Oggi la comunità bahá’í conta oltre otto milioni di aderenti distribuiti in numerosi Paesi del mondo. La presenza più significativa si registra in Iran, India, Stati Uniti, Africa e America Latina, ma comunità bahá’í sono attive anche in Europa e in Italia.

La crescita della Fede Bahá’í negli ultimi decenni è legata soprattutto al suo messaggio universale di pace, fratellanza e unità. In molte realtà locali, i bahá’í promuovono attività educative, incontri di preghiera, iniziative sociali e programmi dedicati ai giovani, con l’obiettivo di favorire la partecipazione attiva alla vita comunitaria.

La comunità bahá’í è inoltre impegnata in progetti di sviluppo sociale e culturale orientati al miglioramento delle condizioni di vita delle persone e alla promozione della convivenza pacifica tra culture differenti.

Le persecuzioni contro i bahá’í

Nonostante il carattere pacifico e inclusivo del suo messaggio, la comunità bahá’í è stata spesso oggetto di discriminazioni e persecuzioni, soprattutto in Iran, Paese in cui ha avuto origine.

Nel corso della storia moderna, migliaia di bahá’í iraniani sono stati arrestati, esclusi dall’istruzione universitaria, privati del lavoro o perseguitati a causa della loro appartenenza religiosa. Ancora oggi molte organizzazioni internazionali per i diritti umani denunciano le limitazioni imposte alla comunità bahá’í iraniana.

Durante l’incontro del 5 giugno verrà dedicato spazio anche a questo tema, mettendo in evidenza la risposta non violenta adottata dai bahá’í, fondata sull’educazione, sul dialogo e sull’impegno sociale.

La scelta della non violenza rappresenta infatti uno dei tratti distintivi della comunità bahá’í, che considera il confronto pacifico e la collaborazione tra individui strumenti fondamentali per affrontare i conflitti e promuovere il cambiamento sociale.

L’impegno dell’Associazione Il Giardino del Dialogo

L’evento si inserisce all’interno delle attività promosse dall’Associazione Il Giardino del Dialogo, organizzazione di volontariato nata a Torino dall’iniziativa di un gruppo di cittadini accomunati dall’interesse per la memoria storica, i diritti umani e il dialogo tra culture.

L’associazione, costituita ufficialmente nel 2025, è apolitica, apartitica e aperta al confronto con ogni credo religioso e culturale. È inoltre iscritta al RUNTS e accreditata presso Vol.To ETS.

Da circa vent’anni i volontari che animano il progetto organizzano iniziative culturali, incontri pubblici, attività educative e momenti di sensibilizzazione rivolti a scuole, enti locali e associazioni.

L’obiettivo principale è quello di mantenere viva la memoria di tragedie storiche spesso dimenticate e promuovere una cultura fondata sul rispetto reciproco, sulla partecipazione attiva e sul dialogo.

Nel corso degli anni, l’associazione ha collaborato con storici, giornalisti, docenti, volontari e testimoni diretti, creando occasioni di confronto dedicate ai temi della pace, della solidarietà e della tutela dei diritti fondamentali.

Il progetto editoriale “Il Giardino del Dialogo”

Tra le iniziative più importanti realizzate dall’associazione figura il libro-progetto Il Giardino del Dialogo, curato da Pasquale Totaro.

L’opera rappresenta un ampio lavoro collettivo che ha coinvolto gratuitamente oltre 180 realtà tra associazioni, storici, giornalisti, insegnanti, ricercatori e testimoni oculari.

Attraverso contributi differenti, il progetto affronta temi legati alla memoria storica, ai diritti umani e al valore del confronto tra culture, con l’intento di costruire una narrazione condivisa capace di promuovere consapevolezza e partecipazione.

Il lavoro svolto dall’associazione testimonia l’importanza del volontariato culturale come strumento di crescita sociale e civile, soprattutto in un periodo caratterizzato da tensioni internazionali, polarizzazioni politiche e fenomeni di intolleranza.

Un’occasione di dialogo e riflessione

L’appuntamento del 5 giugno rappresenta quindi una significativa occasione di confronto pubblico sui temi della spiritualità, della convivenza tra popoli e del rispetto dei diritti umani.

Attraverso l’approfondimento della Fede Bahá’í, il pubblico potrà riflettere su questioni che riguardano l’intera società contemporanea: il valore della pace, il superamento dei pregiudizi, l’importanza dell’educazione e la necessità di costruire relazioni basate sul rispetto reciproco.

In un’epoca segnata da conflitti internazionali, crisi sociali e crescenti divisioni culturali, iniziative come questa assumono un significato particolare, perché offrono spazi di ascolto, conoscenza e dialogo aperti a tutti.

Il messaggio centrale della Fede Bahá’í, che sarà al centro dell’incontro torinese, può essere riassunto in un principio semplice ma profondo: l’umanità è una sola famiglia e soltanto attraverso l’unità, la giustizia e la collaborazione sarà possibile costruire un futuro più pacifico ed equilibrato.

L’incontro promosso dall’Associazione Il Giardino del Dialogo si propone dunque non soltanto come un momento informativo dedicato a una realtà religiosa internazionale, ma anche come un invito a riflettere sul valore universale della solidarietà, della comprensione reciproca e della pace tra i popoli.


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